Introduzione al libretto

Nuove rappresentazioni: 18 e 20 ottobre 2013

Tabacalera- Centro Sociale Autogestito, Via Embajadores 53, MADRID

Testo: José Manuel Naredo

Illustrazioni: Manuel Alcorlo

Scarica il libretto con illustrazioni

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Lingua: ESP-o-CAT-o-EUSK-o-FR-o-IN-o-PG-0-IT

Il libretto che ora vede la luce per iniziativa del 15-M ha una lunga storia. La prima versione l´ ho scritta più di un quarto di secolo fa, incoraggiato dal mio amico Emilio Mateu, docente di viola presso il Conservatorio di Madrid, per la messa in scena dagli studenti di un corso di musica che dirigeva durante le estate a Marbella . Tuttavia, questo proposito non ebbe luogo dal momento che il mio amico lascio’ il corso.  Lo scrissi immaginando il risultato caotico che avrebbe portato alla decadenza morale e  tensione sociale che incominciava a scatenare il boom speculativo, allora incipiente, che si era sviluppato negli anni ottanta, dopo l’adesione della Spagna alla UE, e alla fine morto dopo i festeggiamenti  e megaproietti di  1992. Nemmeno Carlos Solchaga, tanto meno Rato, ancora erano ministri delle finanze, e Aznar e Zapatero dovevano essere giovani imberbi e non immaginavano ancora di andare così in alto, ne cadere così in basso, come hanno fatto. Quindi, qualsiasi somiglianza tra i personaggi del libretto  con i protagonisti della crisi in corso, o con l´anteriore, è semplice coincidenza.

Vedendo che la fine caotica ideata in questo divertimento godeva d´una attualità palpitantequando l’economia spagnola crollò nel 1993, dopo il primo e più modesto boom speculativo, decisi di consegnarlo alla rivista ARCIPIELAGO, di cui ero socio- promotore, dove quello stesso anno venne pubblicato (Arcipielago, 1993, n ° 16, p. 101-110). Lo feci soprattutto considerando che la realtà aveva acquisito con la crisi toni cosí marcatamente surrealisti che il romanzo, la poesia, la musica o la pittura potevano cogliere meglio degli intelligentI processi socio-economici, quelli che ho pubblicato come analista da allora nei mezzi  più specializzati (1.) Ed anche perché, allora come adesso, continuo a pensare che l’iniziativa che portavamo avanti  in ARCIPIELAGO – indicata nel suo sottotitolo” Quaderni di critica della cultura” – doveva mirare, non solo di trascendere l´oscurantismo proprio dei circoli accademici e le specialità scientifiche, ma anche quello che si deriva dell´abisso che separa questo pensiero comandato  che è la scienza, degli altri campi del sapere, e del sentimento umano. Soprattutto quando l’ideologia politico-economico dominante è presentata rivestita di razionalità scientifica, facendo sí che le ragioni del machiavellismo e dell’egoismo nascondano la irragionevolezza globale che ci circonda.

Ma la crisi economica che seguì dopo lo scoppio della bolla speculativa del 1992 fu di breve durata, perché lo squilibrio esteriore  fu corretto allora con tre svalutazioni successive della peseta, che accumularono un calo di prezzo di circa il 40%, e con l’entrata nell´euro e l’enorme calo nel tasso di interesse, che permise all´economia spagnola di intraprendere una fuga in avanti, innescando allo stesso modo una bolla speculativa molto più importante dell’ anteriore. L’ intensità e la durata senza precedenti dell’ultimo boom edilizio (1997-2007) vennero alimentate da un finanziamento abbondante ed a basso prezzo,  anche senza precedenti, raggiunte al riparo dell’euro, che sopportò senza problemi l´ingombrante squilibrio esterno dell’economia spagnola. Perché dopo aver destinato il risparmio interno a finanziare la bolla immobiliare, la banca continuò  finanziandola  suicidariamente fino alla fine con soldi stranieri, senza controllo e correzione da parte dei governi, né del teorico “regolatore indipendente”, che dice di essere il “Banco di Spagna”. L’enorme debito privato esterno, sostenuto dalla banca per continuare a finanziare la bolla – il cui pagamento richiedono adesso  i creditori centroeuropei – è quello che ha affossato l´economia spagnola in una crisi che fa piccole quelle precedenti.In una crisi in cui già non esistono le facili fughe in avanti al chiudersi  il ricorso da ulteriore svalutazione della moneta e la riduzione dei tassi di interesse. Alla fine la testarda realtà ha finito per evidenziare che, come tutti i giochi speculativi, la bolla immobiliare è stata un gioco a somma zero, in cui gli utili realizzati da determinate persone o entità devono finire per pagare le altre. Ed adesso è arrivato il momento di  pagare i debiti ed i piatti rotti della festa dei guadagni, provvigioni e regalie connessi con i sopradimensionati  investimenti  in infrastrutture ed edilizia realizzati a beneficio di pochi.

Vent’anni dopo la prima edizione del libretto, ora risorto corretto e ampliato per la sua messa in scena, al calore di una crisi che ha amplificato drammaticamente il risultato caotico che una volta aveva immaginato, dandogli una attualità inaspettata. Continuo a credere che questa sia la conseguenza logica del dispotismo democratico e del capitalismo cacique che ha continuato a governare il paese durante il post-franchismo. Nel testo che ho fatto per l’ultimo numero con cui diede l´addio la rivista Arcipelago nel 2008, scrissi la seguente poesia come una “sintesi” della mia diagnosi della crisi attuale:

LA CRISI che il capitalismo venne innescando

con il suo crudo affanno di lucro

con il suo consenso stupro

delle ricchezze della natura

dei maltrattati  dalla povertà

dei sottomessi  alle loro bassezza

della borghesia locale, …

del´intero corpo sociale.

Caciqueando, privatizzando, saccheggiando

deregolamentando, massacrando, indebitando

il capitalismo viene da tempo alimentando

lo scontento lavorale, il servilismo indegno, lo stato di malessere,

l´affare fraudolento, la tensione e la violenza, lo stato di polizia

il consumo banale, la ricchezza superflua, la sfiducia aziendale

lo squilibrio economico, la bolla immobiliare e la crisi come tale.

Adesso, quando si chiarisce chi dovrebbe finire per pagare la crisi, credo che – se ci fosse qualche dubbio – è stato piuttosto chiaro che i governi hanno agito come amministratori che servono fondamentalmente lobby e corporazioni private, non come rappresentanti della popolazione. Con la clamorosa truffa delle “partecipazioni preferenti” di Bankia, con le aggressione sociali  dei licenziamenti e degli sfratti, dei tagli sociali e salariali, il saccheggio delle privatizzazionI, i megaprogetti e le distribuzioni delle “buste” e i vantaggi per la classe politca governante, e’ stata erosa  la credibilità dello Stato, delle sue istituzioni e della “classe politica”, E si è arrivato a mettere in discussione per prima volta in maniera complessiva la legittimità del sistema. Ciò denota un cambiamento di fase o di un’era politica nel nostro paese, dalla chiamata “transizione politica”: non si tratta quindi di cambiare questo o quel  partito o politico governante per un altro, ma il sistema che mantiene l’attuale neocaciquismo democratico.

Il 15-M ha illustrato bene il menzionato cambiamento di fase politica, con tre dei suoi slogan che raccolgono le tre fasi nella presa di consapevolezza, già detta, che sposta l´impegno di sostituire alcuni partiti o dirigenti per quello di cambiare il sistema che promuove e mantiene questo stato di cose.

Uno è quello che afferma che “c’è poco pane per tanto salame1” per denunciare la piaga dei politici “corrotti” che facilitano il saccheggio pubblico a beneficio di alcune élite economiche. La seconda è quello che dice che questi politici “non ci rappresentano”, anche se hanno avuto il voto della minoranza  del censimento, ma sufficiente da permettere  loro di governare. E il terzo  è quello in cui si afferma che “il PSOE e il PP sono la stessa merda “, come evidenziato da pratiche perpetrate da ambidue nei governi  sia a livello statale, degli enti regionali e comunali, sostenuti dalla distribuzione di “buste” e gli scandali che sono arrivati ai tribunali. Pratiche che hanno dato nuove ali al “male politico del dispotismo”, “il cui scopo – lo diceva Picavea Macias nel suo classico libro Il problema nazionale, Madrid, 1899 – è racchiuso in due inferiori aspirazioni: dominare, non governare, saccheggiare, non amministrare”. Adesso è il momento di rivedere le componenti   elitiste che hanno siglato la metamorfosi del franchismo in coronata democrazia. Quindi bisogna avvertire che la perdita di legittimità dello Stato come rappresentante della popolazione, non ha invalidato, ma ha ribadito la necessità di un processo costituente che stabilisca un nuovo quadro istituzionale che propizi il risanamento politico con delle buone pratiche che aiutino a spostare il potere ed il controllo delle prese di decisione dal retrobottega dei partiti politici alla popolazione.

In questo nuovo contesto di rivitalizzazione e radicalizzazione dei movimenti di protesta sociale, il libretto, che dormiva il sonno del giusto sulle pagine di una rivista sparita, ha preso una nuova vita nelle mani del 15-M. L´idea di Liliana Pineda, sostenuta nelle assemblee di questo movimento, di metterlo in scena assieme alle commemorazioni del secondo anniversario durante la settimana del 15 maggio (15-M) di 2013, ha portato il  progetto ad una nuova fase di condivisione collettiva. Il libretto originale è stato notevolmente arricchito, nell’interagire positivamente con la creatività di professionisti della musica, la scena, il disegno e le arti plastiche, per presentare la sua premiere il 19 Maggio 2013, presso il Centro Sociale Autigestionado “Tabacalera” via Embajadores 53 di Madrid. In questa messa in  comune, bisogna far risaltare  la musica, composta ed eseguita da “La Solfónica”, vale a dire, l’orchestra e il coro del 15-M, sotto la direzione di David Alegre e la messa in scena preparata da un artista versatile come Octavio Colis, sostenuta con i disegni dei costumi di Guillermo Ferreira, così come nella produzione, degli attivisti del Grupo di Lavoro- EconomíaSol e delle assemblee del 15-M, e dei membri della “Nave Trapecio”, che accoglie la rapresentazione nel proprio palazzo di “Tabacalera”. Questo è in aggiunta, ovviamente, della collaborazione di artisti professionisti ed esordienti che interpretano i quattro personaggi  individuali dell´opera: Marissa Amado (Fata dei Sogni), Ivan Barbeitos (Delegato Generale), Alfonso González (Esperto) e Manuel Noya (Economo). Infine, il mio ammirato pittore e buon amico Manuel Alcorlo, ha preso l’iniziativa per illustrare il libretto con i suoi magnifici disegni.

Con ciò culmina questo sfoggio, così emotivo per me, di creatività generato intorno a questa opera, che testimonia ed illustra la nuova era politica che stiamo vivendo, in cui si intrecciano pensiero, sentimento e comportamento umani nella ricerca di sintesi che si rivelino più affabili e arricchite per  l’intera popolazione.

José Manuel Naredo

(1) Le mie preoccupazioni come analista hanno comportato, tra le altre pubblicazioni, due libri sulle ultime due bolle immobiliari a cui mi riferisco:

Naredo, JM (1996) La bolla immobiliare- finanziaria nella cogiuntura economica recente  (1985-1995), Madrid, Siglo XXI Eds.;  e Naredo, J.M. e Montiel, A. (2011) Il modello inmibiliare spagnolo ed  il suo culmine nel caso di Valencia, Barcellona, ​​Icaria.

N. di T.: salame: chorizo che in spagnolo, in linguaggio colloquiale, significa ladro.

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